Category: Giochi online

Come scegliere un device per giocare online

Anche se potrebbe non sembrare corrispondente alla realtà, in realtà è necessario sfatare fin da subito un mito, ovvero che non è necessario investire migliaia di euro per portarsi a casa uno smartphone in grado di garantire delle performance di tutto rispetto in riferimento al gaming. Il comparto del gaming, ormai, si sta trasferendo in pianta stabile sui dispositivi mobili e, proprio per tale ragione, uno studio ha parlato di allarme “Binge-gaming” tra i giovani, che trascorrono più di sei ore davanti agli schermi di smartphone e tablet, mentre in Giappone il 9% dei giocatori è abituato a sessioni di gioco che durano più di 15 ore.

Bisogna chiaramente giocare in modo responsabile. E la stessa attenzione bisogna porla nella scelta del dispositivo mobile più adatto per cominciare a giocare. Infatti, sono altre le caratteristiche a cui è necessario fare riferimento nel momento in cui si verifica la scelta del device. Andiamo alla scoperta, di conseguenza, di quelli che si possono considerare come i principali requisiti che uno smartphone dedicato al gaming deve essere in grado di soddisfare, cercando di capire anche quali sono i modelli migliori per le varie fasce di prezzo proposte.

Al giorno d’oggi, infatti, gli smartphone da gaming sono sempre più usati anche nel mondo del gambling. Gran parte dei casinò online, come ad esempio https://www.casino-europa.net, mettono a disposizione un accesso compatibile con qualsiasi tipo di browser web e, di conseguenza, ecco che da smartphone ci vuole davvero un secondo per l’apertura del portale e per iniziare a divertirsi puntando e giocando. E ci si può divertire con tutti i vari giochi proposti, tra cui anche i gratta e vinci, che in tanti si chiedono se potrebbero rappresentare un investimento o meno.

Le caratteristiche da considerare in fase di scelta

Sono ben cinque gli elementi che fanno la differenza e di cui bisogna tener conto prima di acquistare un nuovo modello. Si tratta dello schermo, della batteria, del processore, della RAM e della connessione. Il primo suggerimento da seguire è quello di acquistare uno smartphone che possa contare su una diagonale pari ad almeno 5,5 pollici e che abbia la possibilità di garantire il supporto alla risoluzione Full HD+.

Molto importante anche non fare errori nel momento in cui si deve scegliere il processore migliore per le proprie esigenze. Fino a questo momento, quelli che hanno riscosso il maggior successo sul mercato sono i seguenti tre: si tratta di A11 Bionic, Kirin 970 e Snapdragon 845.

Da non sottovalutare anche l’aspetto legato alla RAM, il cui valore minimo, per poter giocare quantomeno in serenità, deve essere pari ad almeno 4GB. Inoltre, bisogna prestare la massima attenzione anche alla batteria, che deve garantire una capacità di almeno 3500 mAh. Per tutti coloro che sono soliti effettuare gran parte delle proprie sessioni di gioco online, ecco che un altro elemento da considerare è sicuramente la connessione. Quindi, si deve orientare la propria scelta circa un modello che sia in grado di garantire il supporto almeno della connessione 4G con WiFi dual band.

È chiaro, in ogni caso, che si tratta di un mercato, quello del gaming su smartphone, che ha enormi potenzialità e che crescerà sicuramente nel corso dei prossimi anni. D’altra parte, il gaming su mobile rappresentare la nuova frontiera a tutti gli effetti dell’intrattenimento. Secondo diversi studi, infatti, entro il 2022, qualcosa come quasi 8 utenti su 10 giocheranno sul web mediante il proprio device mobile.

I migliori modelli presenti sul mercato

Per chi vuole spendere una cifra al di sotto dei 350 euro per comprare un nuovo smartphone da gaming, allora sono due le soluzioni che emergono come quelle più interessanti e vantaggiose. Si tratta del Nokia 7 Plus e dello Xiaomi Redmi 5 Plus.

Spostandoci invece nella fascia che va da 350 a 500 euro di spesa, è chiaro che in cima alle preferenze deve finire per forza Honor 20. Si tratta di un device che si caratterizza per avere colorazioni e stile innovativi, potendo contare su specifiche tecniche di prim’ordine, come ad esempio il processore Kirin 980 con doppia NPU per l’intelligenza artificiale, oltre che la bellezza di 6GB di RAM. Poco più in alto come prezzo troviamo il Red Magic 3, mentre salendo con il budget si possono incontrare gli smartphone da gaming di alta fascia, ovvero Razer Phone 2 e, in modo particolare, l’Asus Rog Phone

I gratta e Vinci sono un investimento?

La ricerca del guadagno facile

In un periodo di crisi, con la carenza di lavoro e gli stipendi che non permettono di arrivare a dine mese a tante persone, si impenna la ricerca del guadagno facile, la speranza di riuscire ad incassare qualcosa in più anche solo per fare la spesa, per acquistare qualcosa che diversamente non si potrebbe. Quando non esistono possibilità alternative, molte persone si affidano alla fortuna, con la speranza che questa non volti loro le spalle ma in realtà, questo è un atteggiamento razionale? Impegnare denaro, il poco a disposizione, in lotterie, gratta e Vinci, sul gioco del lotto può essere considerato un investimento?

In questi anni abbiamo assistito ad una vera impennata del gioco in tutti gli ambiti e le possibilità esistenti: sono stati chiusi tanti negozi, il commercio è andato in crisi e molte imprese anche storiche, che avevano saputo e potuto sopravvivere a tanti eventi negativi, persino alla guerra, alcuni addirittura alla grave crisi del ‘29, sono state costrette dalla situazione a chiudere definitivamente i battenti; al loro posto, in molti casi, hanno aperto Sale Slot, sale giochi e punti scommessa che hanno fatto grandi affari.

Molte persone in questi anni hanno impegnato somme anche notevoli nel gioco e nelle scommesse e anche i Gratta e Vinci hanno registrato record di vendite. Quante di queste persone, a conti fatti, facendo un bilancio del denaro speso e delle vincite realizzate, possono dire di essere in positivo, di aver guadagnato? Qualcuno certamente ma saranno davvero molto pochi.

I Gratta e Vinci e altri giochi sono un investimento?

In senso stretto un investimento è l’impegno di una somma di denaro, a prescindere dalla sua entità, in un qualche strumento con l’obiettivo di ottenere da ciò un rendimento. Acquistando un Gratta e Vinci, impegni una somma modesta con l’obiettivo che è poi solo una speranza, di incassare una cifra superiore al denaro impegnato. Per questo motivo, almeno in via teorica, acquistare un Gratta e Vinci può essere considerato un investimento e con lo stesso concetto si possono considerare investimenti anche altri giochi, le Slot, il lotto eccetera.

La differenza fondamentale rispetto ai “classici” investimenti sta nelle probabilità e nell’incidenza delle tue decisioni rispetto alla possibilità di avere un rendimento. Nelle slot non puoi decidere altro che introdurre la moneta e tirare la leva o premere il pulsante: il fato fa tutto il resto e le probabilità di ottenere un guadagno rispetto alle somme impegnate, è davvero scarsa. Ancora meno per i Gratta e Vinci: se acquisti cinque Gratta e Vinci da due Euro, ad esempio, avrai speso 10 Euro, probabilmente, se sei fortunato, due di questi biglietti ti daranno una vincita di due Euro per un totale di quattro: sei in perdita di 6 Euro; che investimento hai fatto?

Se hai l’abitudine di acquistare Gratta e Vinci, fai il calcolo di quanto spendi nel mese: diciamo almeno 50 Euro? Il tuo investimento in questo senso certamente sarà in perdita. Se destinassi la stessa cifra ad un investimento finanziario, avresti la possibilità di decidere in modo razionale il miglior investimento con il minimo rischio e certamente le possibilità di ottenere un guadagno invece di una quasi certa perdita sarebbero ragionevolmente alte.

Molto probabilmente tante persone non considerano questa possibilità semplicemente perché ritengono che per fare un investimento occorrono somme elevate a disposizione mentre non è affatto così: ad esempio, è possibile accedere ad investimenti in Fondi Comuni con versamenti graduali periodici, partendo anche da piccolissime somme. I rendimenti ottenuti possono essere reinvestiti sommati al capitale base, andando ad accrescere il rendimento successivo a parità di percentuale. Il tuo capitale iniziale si accresce e rivaluta progressivamente grazie al circolo virtuoso dell’interesse composto.

Nuovi strumenti contro il gioco d’azzardo

Un esperimento negli USA

Il fenomeno del gioco d’azzardo ha assunto proporzioni spaventose, mettendo sempre di più a rischio la vita stessa non solo dei giocatori ma delle loro stesse famiglie. Si chiama Ludopatia e richiede un serio intervento psicologico dopo che la persona ha preso coscienza di avere un problema. Con nla negazione di questo nulla è possibile, prima occorre che la ludopatia sia portata a livello di consapevolezza della persona ma uscirne non è comunque facile, il brivido della scommessa reta attraente e in tanti ci ricadono, è una sorta di dipendenza, esattamente come avviene per le droghe.

Di fatto, il gioco provoca la formazione e il riversamento nell’organismo di sostanze che provocano un piacere, ci si sente esaltati, presi dalla sensazione eccitante del rischio e lo si ricerca in quanto appagante per la persona che gioca. Smettere questo stimolo genera una sensazione di mancanza di qualcosa, di bisogno di quelle sensazioni che senza il gioco non si avvertono più.

L’intervento psicologico tende a far avvertire al giocatore che il proprio comportamento è nocivo per se stesso e per la famiglia che patisce la rovina economica legata alle perdite al gioco. Nello stesso tempo occorre incanalare le emozioni del gioco verso qualcosa che, al contrario, possano essere positive: perché non dedicare tanta energia verso corretti investimenti che, invece di generare quasi certamente delle perdite generano quasi certamente un guadagno, a beneficio proprio e della qualità di vita dei propri familiari?

Un nuovo modo dagli USA

Nel 2017 sono stati 101 miliardi di Ero quelli sperperati al gioco in Italia, il quadruplo rispetto al 2004, pensiamo a livello mondiale l’entità economica degli sprechi legati al gioco e la drammaticità delle varie situazioni familiari che ne conseguono. Negli Stati Uniti è stato ideato un nuovo metodo chiamato Save to Win che mette insieme due elementi apparentemente antitetici: Risparmio e Scommesse.

Ideatore del metodo è un ex professore dell’università di Harvard e consiste nel produrre un risparmio su un conto apposito finalizzato; al raggiungimento di un risparmio di 25 dollari il risparmiatore ha diritto ad un biglietto di lotteria valido per l’estrazione di premi e somme di denaro. Un limite così basso di accesso da un lato invoglia ad un facile risparmio ma fa entrare la persona nell’ottica del legame tra risparmio e possibilità di guadagno, quindi mantiene il piacere, l’eccitazione del gioco ma senza mettere a repentaglio somme importanti e soprattutto usando somme di denaro derivanti dal risparmio.

Ciò che è messo in palio da tale lotteria, comunque con limiti piuttosto stretti e temporali, consiste in ricchi premi, computer, telefonini, viaggi ma anche somme di denaro interessanti, fino a 5 mila dollari e un super premio da 100mila dollari. I risultati sono significativi: dal 2009, quando l’esperimento ha avuto avvio nel Michigan, si è diffuso in altri 11 Stati Americani e al termine del 2017 è arrivato a coinvolgere 113 Istituti di credito che offrono conti di risparmio dedicati, un risparmio di 178 milioni di dollari per 72 mila famiglie.

In Italia un simile progetto non è ancora entrato nella mente di nessuno, non esiste nemmeno un progetto di realizzazione, un vero peccato perché il popolo italiano ha da sempre dimostrato una propensione al risparmio e se si riuscisse a incanalare il vizio del gioco con tutte le somme impegnate e perse, invece, impegnandole in giusti investimenti, molte famiglie italiane, invece di patire per difficoltà economiche, godrebbero di maggiori guadagni e una migliore vita. Purtroppo non c’è da aspettarsi che si riesca in tempi brevi a realizzare nulla nemmeno lontanamente somigliate all’esperimento Americano, troppi vincoli  legali,  troppe complicazioni burocratiche